August 19, 2026
Host
Ciao a tutti e benvenuti alla prima puntata di... Summertime Blues Festival: 27 edizioni di emozioni. Io sono Michele, e oggi vi porto indietro nel tempo, fino all'agosto del 1994. Chiudi gli occhi e immagina: il caldo siciliano, il vento che porta odore di mare, e per la prima volta, la magia del blues che riempie una piazza.
Guest
E io sono Elena! Michele, non dimenticare la colonna sonora di quella serata: i grilli in sottofondo e il chiacchiericcio della gente che ancora non sa cosa sta per accadere. Era un'esperienza sensoriale completa.
Host
Esatto. Ma prima di far suonare le chitarre, Elena, raccontaci: come nasce questa follia? Chi ha avuto il coraggio di portare il blues in una piazza siciliana nel cuore dell'estate?
Guest
Dietro tutto c'è l'Associazione The Brass Group di Alcamo, e in particolare tre visionari: Enrico Cassarà, Francesco Campo e Vincenzo Renda. Tre nomi che dovrebbero essere scolpiti nella storia della musica afroamericana in Italia.
Host
Tre pionieri che hanno sfidato lo scetticismo e hanno detto: 'Perché non trasformare Alcamo in una piccola Chicago per tre notti?' E l'8 agosto 1994 si parte con i Post Blue Band, talenti locali che scaldano la piazza.
Guest
Giusto, ma subito dopo ecco il primo vero gigante: la Roberto Ciotti Blues Band. Ciotti, romano, classe '53, maestro assoluto della slide guitar in Italia, quello che ha musicato i film di Salvatores come Marrakech Express e Puerto Escondido.
Host
In quella prima serata, Ciotti ci ha regalato una versione da brividi di No More Blue. La sua sei corde piangeva ed esultava allo stesso tempo, e il vento estivo sembrava portare via ogni tristezza. Ti ricordi come il pubblico reagì?
Guest
Certo, era un misto di stupore e commozione. Ma sai cosa mi ha colpito di più? Quel momento in cui la sua chitarra si è fusa con il rumore delle onde lontane. Sembrava quasi che la natura volesse partecipare al concerto.
Host
Beh, non esageriamo: non eravamo proprio sulla spiaggia! Ma capisco cosa intendi. E poi, la seconda serata, il 9 agosto: Walkin' The Blues e poi A.C. Humphrey & C. Christl Band. Humphrey, con quella voce potente venata di gospel, ha trasformato la piazza in un club di Chicago.
Guest
E quando ha attaccato Everyday I Have the Blues, tutta la piazza ha cantato con lui. Era la prova che il linguaggio del blues è universale, anche senza capire l'inglese. E sentire quel coro improvvisato, con le stelle sopra... è stata pura magia.
Host
Eccome. Ma la chiusura, il 10 agosto, non è stata da meno. Dopo i Phlebo Blues Band, è salita la Andy J. Forest Blues Band. Forest, nato a Washington ma cresciuto a New Orleans, è uno showman totale.
Guest
Aspetta, io sapevo che era un virtuoso dell'armonica, ma è anche un performer pazzesco! Racconta un po' come ha chiuso quella serata.
Host
Ha fatto letteralmente esplodere la piazza con Live It Up e una tiratissima Sunday Morning Blues. Assoli di armonica acrobatici, salti, sudore. Alla fine, applausi e boati come se fossimo in uno stadio.
Guest
Ma, Michele, ti sembra che tre serate siano sufficienti per definire un festival 'internazionale'? Alla prima edizione c'erano comunque pochi nomi di richiamo mondiale... Non è stato un rischio?
Host
Capisco la tua perplessità, Elena. Ma considera il contesto: era il 1994, Alcamo non era certo Memphis. Portare Ciotti, Humphrey e Forest in una piazza siciliana, gratis per il pubblico, è stato un atto di coraggio. E ha funzionato!
Guest
Hai ragione. A volte la grandezza non sta nella quantità ma nell'intensità. E quelle tre serate hanno acceso una fiamma che dura ancora oggi. La scommessa di Cassarà, Campo e Renda era vinta su tutta la linea.
Host
E pensa che da lì sono nate altre 26 edizioni. Ma sai qual è il bello? Ogni anno quella piazza si riempie di storie diverse, di nuovi suoni. E il vento d'estate è sempre lì, come un testimone silenzioso.
Guest
E se riproponessimo quella prima edizione, con la stessa scaletta, per il prossimo anniversario? Magari facendo ascoltare alla gente le canzoni esatte, con sottofondo di cicale e di mare.
Host
Sarebbe un tuffo nel passato meraviglioso. Intanto, noi continuiamo questo viaggio. Grazie per averci seguito in questo primo episodio. Nel prossimo capitolo vi porteremo nel 1995, tra fusion, world music ed eleganza soul.
Guest
E non dimenticate il nostro motto: Our Soul, Our Blues! Mantenete l'anima aperta e il blues nel cuore. Ci sentiamo alla prossima puntata.
Host
Alla prossima, amici.